Intervista alla Dott.ssa Adriana Carotenuto

Si avvicina l’estate e sempre più donne vorrebbero veder sparire cellulite e cuscinetti adiposi, esiste una dieta ideale?

Non esiste una dieta magica in grado di far scomparire in un attimo cellulite, buccia d’arancia e cuscinetti adiposi. La prevenzione però inizia senza dubbio dalla tavola: un’alimentazione adeguata assieme ad un corretto programma di attività fisica fanno si che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso possano essere prevenuti e in alcuni casi curati.

E’ di fondamentale importanza l’assunzione di acqua durante la giornata. Consiglio sempre in questi casi di bere da 1,5 a 2lt di acqua al giorno che permette una buona diuresi ed un’eliminazione di sostanze tossiche e di rifiuto. Per chi soffre di “ritenzione idrica” è controindicato bere acque ricche in sodio ed è preferibile invece scegliere acque oligominerali che oltre al rapido assorbimento gastrico aiutano ad eliminare attraverso le vie urinarie i liquidi trattenuti dai tessuti. Vorrei sfatare il mito di “bere lontano dai pasti”! Bere e sempre anche durante i pasti, a limite si prolungano i tempi della digestione perché i succhi gastrici saranno più diluiti, ma un’adeguata quantità è utile per migliorare la consistenza dei cibi ingeriti, anticipare il senso di sazietà oltre ad essere un buon substrato metabolico affinchè possano avvenire tutte le reazioni di digestione nel nostro organismo.

Il sale è il nemico numero uno per le diete “anticellulite”. Bisogna quindi ridurre l’assunzione di sodio che trattiene acqua all’interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l’esterno. Il sale contenuto negli alimenti già copre il nostro fabbisogno quindi sarebbe utile rispettare piccoli accorgimenti come evitare i cibi in scatola, prestare attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti escludendo quelli che presentano come primo ingrediente il sale anche sotto forma di altri nomi (sodio, fosfato monosodico, cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, glutammato monosodico), ridurre il consumo di salumi, formaggi, bevande gassate, cioccolato e caffè. Rinunciare a un po’ di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina quali basilico, lauro, timo, prezzemolo, aglio cipolla che oltre ad avere numerose proprietà benefiche sul nostro organismo riescono a rendere altrettanto palatabili e gustosi i cibi.

 

Quindi quale alimentazione seguire?

Sicuramente una dieta ricca di vegetali e fibre; consumare i legumi almeno due-tre volte alla settimana, se ben tollerati andrebbero consumati con la buccia ricchissima di antiossidanti. Consumare almeno una porzione di verdura a pasto, preferendo quelle crude e fresche poiché gli antiossidanti in esse contenute possono alterarsi o perdersi con la cottura. Circa due, tre frutti al giorno, preferibilmente freschi e di stagione. La frutta ricca in acqua come anguria, melone e fragole che hanno un’azione diuretica, la frutta ricca in potassio come albicocca, ribes ananas e ciliegie che va a contrastare l’azione del sodio. Ma particolare attenzione va posta ai flavonoidi contenuti nei frutti di bosco, veri alleati di una buona circolazione in particolare il mirtillo che contiene sostanze vasotrofiche protettrici delle pareti dei vasi.

Quindi, un’alimentazione varia ed equilibrata improntata certamente alla dieta Mediterranea non a caso riconosciuta nel 2010 Patrimonio mondiale immateriale dell’umanità.

Quale attività sportiva sarebbe meglio prediligere in questi casi?

Sicuramente camminare e non correre. I ripetuti impatti col terreno causati dall'azione di corsa, oltre ad avere effetti negativi sulle articolazioni e sulla colonna vertebrale, causano delle microlacerazioni alle membrane delle cellule adipose che a lungo andare possono peggiorare la situazione. Inoltre, un'attività fisica svolta ad intensità troppo elevata porta alla formazione di acido lattico.

Questo metabolita è alleato della cellulite, poiché la  formazione di tossine muscolari ha effetti negativi sulla circolazione e sull'ossigenazione dei tessuti. Per questo motivo due ore di spinning alla settimana svolte ad intensità elevata risultano non solo inutili ma addirittura controproducenti.

Mantenere la posizione seduta sul sellino per un'ora ostacola infatti la circolazione dei glutei, uno dei distretti corporei più colpiti da cellulite; inoltre, l'elevata intensità dell'esercizio porta all'accumulo di acido lattico con tutte le conseguenze negative appena viste.

Si raccomanda pertanto di svolgere attività di lunga durata  come la camminata veloce o lo step. I benefici di questo programma di allenamento sono molteplici: un'attività fisica regolare, cioè 30 minuti al giorno o un ora tre volte la settimana, porta ad un miglioramento generale delle capacità cardiocircolatorie e respiratorie favorendo la circolazione periferica.

In questo modo è possibile sconfiggere la cattiva circolazione che rappresenta il più grosso fattore di rischio per lo sviluppo della cellulite.

 

La bilancia, sempre un buon indicatore dei chili di troppo?

Inanzitutto vorrei sottolineare che prima di cominciare qualsiasi tipo di dieta si deve analizzare il soggetto che abbiamo di fronte. Il peso corporeo non è infatti un buon indicatore né dello stato di salute di un individuo né della quantità di grasso o muscolo corporeo. I chilogrammi indicati dalla bilancia, non ci danno alcuna indicazione su quale porzione o distretto del nostro corpo li determina. Per  poter intervenire in maniera specifica e mirata su un soggetto, è indispensabile invece conoscere nello specifico non tanto il suo peso, ma piuttosto il quantitativo dei singoli compartimenti: quindi il quantitativo di tessuto scheletrico, muscolare, grasso e dell’ acqua. Quanto appena detto dovrebbe far capire che un’ unità di misura che, come il peso, considera una totalità senza indicare nessuna specificità non è un buon indicatore. La tecnica impedenziometrica permette di valutare, con alta precisione il quantitativo di ogni singolo distretto corporeo. Offre le misure di: acqua totale, permettendo di individuare il grado di idratazione del soggetto; la distribuzione dei fluidi, discriminando la porzione di acqua presente fuori dalle cellule e acqua presente dentro le cellule, il quantitativo di massa grassa; il quantitativo di massa magra, distinta in massa cellulare che è la porzione metabolicamente attiva dell’organismo, massa extracellulare che è la parte formata da plasma, liquidi, scheletro e collagene, massa muscolare ossia il quantitativo di muscolo. I parametri precedenti permettono di valutare lo stato di salute generale del soggetto, il funzionamento delle sue cellule ed il stato nutrizionale. Detto ciò e appurato che abbiamo di fronte un soggetto con un aumento di adipe in un determinato distretto corporeo, un’adiposità generalizzata o ancora una struttura decisamente ginoide si va a studiare una dieta che possa migliorare il suo stato nutrizionale e allo stesso tempo migliorare la siluette. La dieta deve rispettare sempre lo stile di vita dell’individuo a partire dal tipo di attività lavorativa o extra lavorativa che svolge, la presenza o meno di patologie, la possibilità di pranzare e cenare a casa o fuori. Ma ripeto che regole univoche sono sicuramente quelle alla base della dieta mediterranea proclamata non a caso nel 2010 Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Intervista tratta da Corriere.it

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